Per aprire le porte alla cultura sarda

 

Quando nasce un giornale, riteniamo sia sempre e comunque un evento da salutare con simpatia e curiosità. Piuttosto c’è da chiedersi, considerando l’avvento prepotente delle testate web, se fosse proprio necessario un periodico –  a carattere bimestrale – che mirasse a raggiungere  l’ambizioso obbiettivo di approfondire le tematiche relative alla  musica e cultura sarda, come ben evidenzia la testatina che presenta il giornale. La nostra risposta è: sì, crediamo fosse necessario.  Partiamo dal nome scelto, ANTAS. A noi è sembrato molto “musicale” e attraente. ANTAS come le “porte della musica e cultura sarda” che si aprono per proiettarsi al mondo intero, ANTAS come l’evocativo Tempio del Sardus Pater di Fluminimaggiore, uno dei monumenti simbolo della nostra meravigliosa regione. Il giornale è tutto riassunto nel nome. Vuole aprire una finestra sullo sconfinato mondo musicale sardo che ha radici millenarie – come l’ancestrale strumento delle launeddas – ma si pone l’ambizioso obbiettivo di osservare la grande crescita della letteratura sarda, scrutando nel contempo gli orizzonti del teatro, del cinema e della pittura. Ma non basta. In questo primo numero c’è già un’indicazione chiara sulla direzione imboccata da ANTAS: massima attenzione nello scovare quelle notizie e curiosità trascurate dai “media”, o comunque quasi mai raccontate in forma dettagliata.

Redazione

Direttore:

Pierpaolo Fadda

Art-Director:

Simone Riggio

Editore:

Claudio Pia

Consulente alla redazione

Alessandra Ghiani

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